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4 Novembre 2020i

4 Novembre 2020

Giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

Cari concittadini e amici tutti,
oggi nella ricorrenza de 4 Novembre ricordiamo le vittime di tutte le guerre e con loro  quelle causate dal Coronavirus, una tragedia che accomuna tutti i popoli.
Un male che, stando ai dati statistici, ha mietuto più vittime dei due conflitti mondiali. Una piaga che cercheremo di sanare con le armi delle prescrizioni sanitarie, della coesione sociale, politica e del buonsenso. È una battaglia lunga che oggi ridisegna il destino dell’umanità fragile e, nello stesso tempo, disarmata ma non rassegnata e sottomessa al Coronavirus che impone l’impegno di tutti, armati di prudenza.
Nessuno di noi potrà farcela da solo, bisogna unire forze e risorse per vincere e non essere sopraffatti. È necessario l’impegno di tutti per superare questa nuova fase pandemica preparandoci, con determinazione, al momento della ricostruzione come accade nel dopoguerra.
La Storia c’insegna che il dolore e i lutti causati dai due conflitti mondiali non cancellarono le ferite, ancora oggi sanguinanti, di tanti figli della nostra Nazione e del mondo intero. Fu il coraggio a guidare quanti si rimboccarono le maniche per ricostruire, insieme, una società lacerata sotto ogni aspetto regalando, a ciascuno di noi, la possibilità di vivere un futuro migliore fondato sulla Pace dei Popoli, prescindendo dalla nazionalità e dalla razza. Un grande sforzo che ha determinato una pace duratura tra i popoli turbata, ancora oggi, da focolai di guerre sparsi nel mondo. In questo tempo, provati da nuovi lutti, ci avviamo verso una nuova era fondata sulla consapevolezza di una fragilità che evidenzia un livellamento globale che mette tutti alla pari: ricchi e poveri. Una realtà che sgretola tutte le certezze dei potenti della terra chiamati a fare fronte comune per salvare vite umane, una ricchezza inestimabile. Si parla tanto di crisi economica senza pensare che il vero dramma sono i milioni di vittime: donne e uomini accomunati da un destino comune, vittime inconsapevoli di un male oscuro. Per questo, cari concittadini e amici, sforziamoci di fare un percorso unitario all’insegna della condivisione e della tolleranza per superare un momento nel quale ci viene chiesto di fare un ulteriore sacrificio per evitare nuove e pesanti conseguenze. Non dobbiamo mollare perché supereremo questo momento buio. Mettiamo da parte le paure e le incertezze, nessuno sarà lasciato solo. Ognuno di noi sia sempre attento e vigile ai bisogni dell’altro.
Il mio saluto e abbraccio va a ciascuno di voi e alle vostre famiglie, agli anziani, ai bambini ai ragazzi, agli insegnanti, alle forze dell’ordine, alle associazioni locali, alle Istituzioni civili e religiose. Congedandomi condivido, con tutti voi, questa citazione:

“La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle”.
(Sant’Agostino)

Il vostro Sindaco
Paolo Fallone

 

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